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Archivio di maggio 2011

Chiesa – Convento Madonna delle Grazie

La chiesa annessa al convento fu costruita dopo la pestilenza del 1503 e fu consacrata nel 1637

 

Sito Preistorico di Notarchirico

Sito Preistorico di Notarchirico (600.000 anni fa)
La zona archeologica fin dagli inizi del secolo è stata oggetto di indagini e costituisce, insieme al paleosuolo di Irsina, il più antico stanziamento preistorico italiano.

Il sito attualmente protetto da un capannone, presenta ben 11 livelli di vita, per uno spessore in sezione di oltre 7 metri l’età del giacimento è di circa 600.000 (o 700.000) e la sua importanza è evidenziata dalla scoperta (nel 1985) di un FEMORE UMANO che, attribuibile forse ad un HOMO ERECTUS, è uno dei più antichi resti fossili d’Europa.

Le ricerche effettuate fin dall’800 hanno interessato anche i vicini siti di Loreto (grotte) e Terre Nere.

Alla straordinaria ricchezza di reperti preistorici della zona si affianca la presenza di numerosi insediamenti di età romana, tra cui una grossa villa sulla collina che s’erge di fronte al capannone di Notarchirico.

Ad HOMO ERECTUS è attribuito il femore umano, ritrovato nel Settembre del ’95. Esso costituisce la più antica documentazione del genere in tutta l’Italia meridionale ed è uno tra i più antichi resti fossili umani fino ad ora rinvenuti in Europa. Il reperto è riferibile ad un femore dx di individuo femminile adulto. E’ stato datato a circa 300.000 anni fa. La superficie esterna dell’osso appare ricoperta da materiale osseo neoformato. Questa alterazione è stata interpretata come una OSTEOPERIOSTITE, probabile conseguenza di una infiammazione dovuta ad una profonda ferita alla coscia subita dall’individuo in vita.
(Istituto di paleontologia umana di Parigi).

A cura di Marirosa Orlando

De Luca Giovan Battista

Giurista e letterato ( Venosa 1614 – Roma 1683)
Giovan Battista De Luca nacque a Venosa il 1614. Studiò giurisprudenza a Salerno e Napoli dove si addottorò nel 1635 e dove esercitò a lungo l’avvocatura. Trasferitosi a Roma nel 1654, prese l’abito ecclesiastico, divenne uditore e segretario dei memoriali di Innocenzo XI, che nel 1681 lo creò Cardinale.

La sua opera fondamentale è il Theatrum veritatis et iustitiae, sive decisivi discursus per materias seu titulos distincti ( 21 tomi, Roma 1669-73), nel quale raccolse e ordinò le materie, le allegazioni forensi e i discorsi da lui tenuti nell’esercizio dell’avvocatura. Del Theatrum curò una riduzione in italiano col titolo Il dottor volgare ovvero il compendio di tutta la legge civile, canonica, feudale e municipale nelle cose più ricevute nella pratica ( 15 libri, 1673) sostenendo contemporaneamente nel Discorso dello stile legale l’opportunità dell’uso dell’italiano nei giudizi.

Acuto, brillante, dotato di un’ironia pronta e vivace, De Luca è non solo un giurista dotto e moderno, tutto rivolto alla concretezza del consenso e dell’uso dei popoli, ma anche uno scrittore netto e vivo, da collocare tra gli esempi notevoli di prosa tecnica e scientifica del Seicento. Compose molto probabilmente anche Instituta civilia, nonché opere di economia e di finanza.