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Gesualdo Carlo principe di Venosa

Gesualdo, Carlo (Napoli 1560 ca. – 1613), compositore e liutista italiano. La sua fama è legata ai madrigali, in cui fa un uso spregiudicato del cromatismo. Grazie ai contatti familiari con l'ambiente musicale (il padre Fabrizio Gesualdo era presidente di un'accademia frequentata dai migliori esponenti del mondo musicale napoletano) cominciò ad appassionarsi alla musica e imparò a suonare diversi strumenti, tra i quali il clavicembalo, la chitarra e soprattutto l'arciliuto (vedi Liuto).

Alla morte del padre, nel 1586, ereditò il titolo di principe di Venosa. Dopo aver commissionato nel 1590 l'assassinio della moglie, dell'amante di lei e del figlio nato dalla relazione, lasciò la città natale per Ferrara, dove nel 1594 sposò Eleonora d'Este e dove conobbe musicisti come Luzzasco Luzzaschi e letterati come Giovanni Battista Guarini e Torquato Tasso.

Quando la scomparsa del duca Alfonso II d'Este, nel 1597, segnò il tramonto di Ferrara come centro culturale, Gesualdo fece ritorno a Napoli. Tra i sei libri di madrigali da lui composti, soprattutto gli ultimi due rivelano uno stile armonico drammatico e fortemente innovativo che tende all'espressione delle emozioni tramite l'uso di potenti dissonanze e di salti imprevisti tra tonalità molto distanti.

 

Madrigale: Dolcissima Mia Vitaù

Nei madrigali di Gesualdo ogni frase del testo si accompagna a una risposta musicale specifica che rispecchia i singoli mutamenti emotivi con un'equivalente variazione virtuosistica, secondo la tecnica della "coloratura". Questo madrigale dal Libro 5 (1611) è una trasposizione poetica in musica e un esempio del cromatismo di Gesualdo.
Fonte Encarta