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Via De Luca e Corso Garibaldi

Lasciandoti alle spalle la Cattedrale di S. Andrea, puoi proseguire verso via De Luca incontrando da subito una colonna romana. A poche decine di passi sulla destra c’è un porticato che ti invita a visitare palazzo Dardes e i suoi giardini; invece sulla sinistra trovi vico Lungo, che ti consente di inoltrarti tra gli autentici quartieri popolari di Venosa e tornare alla piazza di Messere Oto “la chiazzodd” o al largo Baliaggio.

Avanzando per Via De Luca incontri sulla sinistra un palazzo antico (quasi in rovina), proprietà di una delle famiglie più importanti della storia venosina del secolo scorso “i Lauridia”.

Lasciando via De Luca, ti trovi su C.so Garibaldi; a pochi passi sulla sinistra incontri via San Martino, con l’omonima chiesa, considerata la più antica di Venosa, sicuramente anteriore al 1200. Pur nell’estrema sua sobrietà, la facciata della chiesa di S. Martino, percepibile solo all’improvviso da chi proviene dalla via omonima o dal vico della Posta, desta sorpresa e stupore e non finisce mai di farsi ammirare per la sua familiarità con l’ambiente urbano circostante.

Proseguendo arrivi al quartiere del “ù Massaròn” con la tipica fontana di quartiere.
Andando avanti, dal primo vicolo a sinistra puoi intravedere in lontananza piazza Orazio e se ti inoltri per circa 20 passi puoi vedere le spalle della statua del poeta latino e la tipica fontana.

Andando avanti ti trovi davanti ad un cavalcavia su grandi arcate a sesto acuto che a Venosa è chiamato “U spurt”. Questo diaframma che modula la visuale della strada e determina una discontinuità del gradiente luministico costituisce una delle testimonianze più tangibili dell’eredità urbana tardo-medievale. Attualmente è sorretto da un impalcatura metallica a causa di danni subiti in seguito al terremoto del 1980; è comunque la posizione ideale per ammirare in prospettiva il campanile della chiesa di S. Giovanni.

Poco più avanti c’è il vicolo più stretto del paese, che misura 72 cm, che porta al sito dell’ex convento di San Benedetto.

Continuando arrivi in piazza Giovanni Ninni nella quale è situata la chiesa e il convento di Santa Maria della Pace, parzialmente in corso di restauro, mentre sul lato opposto vi è uno stabile (Palazzo Veltri) che all’inizio del secolo era adibito a ospedale civile.

Da piazza Ninni, la strada da percorrere per vedere la chiesa di San Biagio è davvero poca, bastano pochissimi passi. La peculiarità di questa Chiesa (prime notizie 1566) è data dal suo essere incastonata in un ambiente urbano definito dall’andamento assai irregolare delle strade. Di questa si può solamente osservare la facciate esterna perché ormai è sconsacrata.

Dalla chiesa di Santa Maria per un vicoletto si raggiunge la piazzetta San Pietro. Un tempo, non troppo lontano, qui esisteva una piccola chiesa per la devozione del santo apostolo. Questa piazzetta è collegata, attraverso una rete di vicoli, al caratteristico quartiere medievale di San Nicola, che fiancheggia la via Roma ove si trova l’omonima chiesetta.

Così come non puoi imparare ad andare in bicicletta soltanto leggendo un libro o vedendo un video così non potrai mai apprezzare realmente l’immensità d’arte e cultura che osserverai in questo sito. Pertanto tutto quello che puoi vedere e leggere su Venosa non potrà mai i poi mai sostituire un viaggio reale nella nostra magnifica Venosa che ti invitiamo a fare al più presto.

Autori: Antonio Guarino – Nicola Larocca

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