{"id":192,"date":"2011-07-05T14:40:12","date_gmt":"2011-07-05T14:40:12","guid":{"rendered":"http:\/\/venosa.org\/wordpress\/?p=192"},"modified":"2024-03-16T09:09:03","modified_gmt":"2024-03-16T09:09:03","slug":"museo-archeologico-nazionale-di-venosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/venosa.org\/wordpress\/museo-archeologico-nazionale-di-venosa\/","title":{"rendered":"Museo Archeologico Nazionale di Venosa"},"content":{"rendered":"<p>Il Museo Archeologico di Venosa raccoglie l documentazione di et\u00e0 romana, tardoantica e altomedievale della citt\u00e0 e del suo territ2 rio, ma \u00e8 anche, e soprattutto, un Museo di problematiche, un archivio di percorsi storico-culturali. <\/p>\n<p>Per una pi\u00f9 precisa connotazione dello sviluppo storico della citt\u00e0 e del territorio sono stati scelti materiali non molto appariscenti ma con un alto valore documentario. Il rapporto con il Parco si pone sia come sintesi della visita all&#8217;area archeologica sia come spunto per l&#8217;osservazione diretta dei monumenti. <\/p>\n<p>L&#8217;importante struttura espositiva \u00e8 stata inaugurata il 3\/11\/91 ITINERARIO MUSEALE<br \/>\nLe tematiche trattate iniziano dal momento in cui si conc&#8221;lude il discorso storico del percorso espositivo del Museo Nazionale del Mel:[e se, che verte soprattutto sulla societ\u00e0 indigena della zona. FASE PREROMANA <\/p>\n<p>TOMBA DI BAMBINO (pieno III Sec. a.C.): il corredo comprendeva un nucleo di vasi, alcune statuine fittili e il Toro Api, simbolo del dio Osiride e delle sue rinascite, riconoscibile per il gradiente lunare compreso fra le corna, che testimonia l&#8217;influsso religioso egizio. <\/p>\n<p>ASKOS CATARINELLA (fine IV-III sec. a.C.): a tre bocche, di cui due lateli a filtro, con decorazioni in bruno. Questo tipo di vasi era destinato ad essere deposto nella camera sepolcrale ed era contraddistinto da simboli funerari. Qui la scena rappresenta un funerale nelle sue diverso fasi con l&#8217;evidente scopo di celebrare il defunto. <\/p>\n<p>AREA SACRA DI BANZI (frequentata a partire dal V sec. fino al III sec. a. C.). Luogo in cui si celebravano i riti di passaggio dall&#8217;et\u00e0 prepuberale a quella puberale, quelli praticati cio\u00e8 nel momento in cui le bambine e bambini entravano a far parte della societ\u00e0 degli adulti, gli uni come soldati, &#8216;le altre come spose. Miniaturizzazione di ex-voto, oggetti di uso personale e di tipo agricolo. <\/p>\n<p>VENOSA: CERAMICA DI TRADIZIONE NON ROMANA. In pi\u00f9 luoghi dell&#8217;area occupata dalla colonia di VENOSIA si sono ritrovati sporadici frg. ceramici di produzione locale. Si tratta di ceramica apula a figure rosse della fine del IV sec. e inizi del III sec. a.C. La presenza di questi frg.. va ricondotta al centro preromano noto dalle fonti ma di scarsa consistenza archeologica.<\/p>\n<p>PRIMA FASE DELLA ROMANIZZAZIONE<br \/>\nSTIPE VOTIVA: il tipo di materiale attesta la presenza di un&#8217;area di culto, se non di edificio, preesistente all&#8217;Anfiteatro. Si tratta di oggetti di varia provenienza&#8217;: testine e statuine fittili, votivi anatomici, oscilla, arule, protome, di animali e un disco fittile. Le statuine assumevano valore di ex-voto oppure erano intese come offerte propiziatorie; a testimonianza di una grazia chiesta o ricevuta troviamo i votivi anatomici. Le decorazioni a rilievo del disco fittile sono considerate raffigurazioni di attributi divini, ed anche simboli magici. Il disco poteva avere la funzione di stampo per focacce sacre. Fine IV sec. inizi II sec. a.C. <\/p>\n<p>MONETAZIONE DI VENOSA. La colonia latina di Venusia batt\u00e9 moneta propria per un ristretto periodo di tempo, nell&#8217;arco&#8217; del III sec. a.C., con circolazione a carattere locale. Raffigurazioni di Ercole, Bacco, il rospo visto dall&#8217;alto, il delfino, Giove, Giun2 ne, Minerva,. Quasi tutti i pezzi portano le lettere VE (Venusia) sotto forma di monogramma. Attivit\u00e0 della zecca: dalla met\u00e0 del III sec. al II sec. a.C. <\/p>\n<p>CERAMICA A V.N. Vasellame fine da mensa dalla colorazione nera diffusa in et\u00e0 repubblicana. La maggior parte di esso proviene dalla zona degli scavi delle terme. In questa area sono state indagate alcune fornaci per ceramica (sia comune che a v. n.), come attestano i piatti impilati e saldati per un errore di cottura.<\/p>\n<p>SCARTO DI FORNACE: durante le fasi di cottura del vasellame ceramico poteva accadere che per un errore del dosaggio del calore si rovinassero intere partite di oggetti. In questo caso si tratta di uno scarto di lavorazione nel quale si pu\u00f2 vedere una coppetta a v.n. integra ma leggermente deformata. Il quartiere artigianale, che produceva ceramica gi\u00e0 nel III sec. a.C., resta in vita fino ad almeno la met\u00e0 del secolo successivo. <\/p>\n<p>AUGURACULUM (luogo destinato, secondo un rituale italico, all&#8217;interpretazione del volo degli uccelli per il rinnovo delle magistrature). Area sacra in cui l&#8217;AUGURE (interprete ufficiale, nella antica Roma, degli auspici con cui gli Dei manifestavano la propria volont\u00e0) doveva prendere gli AUSPICI (interpretazione della volont\u00e0 divina attraverso l&#8217;osservazione del volo degli uccelli) necessari all&#8217;assunzione dei poteri di comando mili-tari e civili dei magistrati. Il basamento del tempio era coperto forse da un tavolato, sul quale trovava posto l&#8217;AUGURE nelle cerimonie. Al centro vi era il cippo con iscrizioni SOLEI, dedicato alla divinit\u00e0 solare; a est, il cippo con dedica a IUPPITER designava la parte favorevole del tempio, posta alla sinistra dell&#8217;auspicante; a ovest il cippo dedicato alla divinit\u00e0 osca FLUSA,corrispondente alla parte destra, sfavorevole, del TEM PLUM. Primo decennio I sec. a.C. <\/p>\n<p>LEX BANTINA Tabella bronzea che reca su entrambi i lati un testo (da un testo 4 righe in latino, dall&#8217;altro 11 righe di testo in asco) e presenta sul margine inferiore un foro utilizzato in origine per sospendere l&#8217;oggetto. Appartiene alla famosa LEX BANTINA conservata nel Museo Nazionale di Napoli. Nel testo sono contenute prescrizioni che regolano poteri e carriere dei magistrati e alcune norme relative al processo penale. Fine II sec. a.C. <\/p>\n<p>A cura di Marirosa Orlando <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Museo Archeologico di Venosa raccoglie l documentazione di et\u00e0 romana, tardoantica e altomedievale della citt\u00e0 e del suo territ2 rio, ma \u00e8 anche, e soprattutto, un Museo di problematiche, un archivio di percorsi storico-culturali. 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